LE ICONE DI CUOIOGIPSY

Qui vorrei ricordare alcune delle icone che hanno segnato la storia, in settori particolari,  arte, design,  moda,  ingegneria, musica, sport, lifestyle . In modo semplice,  sintetico guardando l'aspetto geniale e romantico. Icone che meritano di essere ricordate a chi  ha avuto la fortuna di   usarle  e fatte conoscere a chi non ne ha mai sentito parlare. Cercando da siti come "santa wikipedia" o altri specializzati


Questa e' la Gibson Les Paul (the log)  qui in un modello custom del 1959.E' la chitarra elettrica dei grandi artisti.

Nel 46' Les Paul decise di portare the log (il tronco),all'amministratore della Gibson.

In quell'occasione il prototipo (che era un pezzo di pino rettangolare con un manico di chitarra)   fu scartata ,era veramente brutta, Les Paul fu congedato come«il ragazzo con il manico di scopa»: egli e la sua creatura erano troppo avanti coi tempi.  Ora e' la chitarra..

Bob Marley per dirne uno , fu sepolto con la sua Les Paul e una bibbia.

I migliori chitarristi di tutti i tempi ci hanno incantato:

Slash,  Page,  Gibbons,  Townshend, Kravitz, Knopfler, Frampton  ect.ect. E' in produzione più o meno dal 1952, Attualmente la Gibson ha in produzione numerosi modelli di Les Paul  per il grande successo ottenuto, vede copiate da molte altre marche diverse delle sue soluzioni costruttive.

Rari esemplari sono stati battuti all'asta anche per mezzo milione di dollari.

 

"più avanti parleremo della Fender Stratocaster"


La Leica M3 e’un pezzo di storia della fotografia, grazie al fatto di essere state nelle mani dei più grandi fotografi con cui hanno prodotto tra le più straordinarie immagini del secolo scorso.

Fu presentata nel 1954, e rimase in produzione fino al 1968.

Ne furono prodotte oltre 225.000, di cui circa 3.000 laccate nere, oggi ricercatissime nel mondo del collezionismo. A proposito di collezionismo, la produzione di serie della M3 fu preceduta a cavallo degli anni 1952/53 dalla realizzazione di 65 prototipi, che oggi hanno un valore straordinario. Una delle poche che è passata di mano negli ultimi anni ha raggiunto la cifra di 45.000 euro.

Le M3 prodotte tra il 1954 e il 1958 avevano la particolarità della leva di avanzamento che funzionava a “doppio colpo”, ovvero bisognava azionarla due volte per avanzare di un fotogramma. Dal 1958 il meccanismo fu modificato per permettere l’avanzamento con un solo movimento del pollice, anche se per anni molti fotografi continuarono a utilizzare il doppio colpo, per abitudine (e un tocco di snobismo…).

In sintesi un piccolo capolavoro di ingegneria ottica e meccanica, una pietra miliare per la fotografia, uno strumento che ha cambiato il modo di fotografare aprendo ai grandi fotografi dell’epoca nuove straordinarie possibilità. E’ stata la macchina fotografica preferita di Henri Cartier – Bresson, di Elliott Erwitt , di Alfred Eisenstaedt, di Robert Frank, di William Klein, e di tutti i più grandi fotografi che hanno lavorato a cavallo degli anni ’50 e ’60.

 


La Chaise Longue LC4 di Le Corbusier è un oggetto che ha fatto la storia del design nel mondo.

  Ha una struttura in tubo d’acciaio cromato e lucidato a specchio, mentre la base è costruita in lamiera e tubolare di acciaio laccati con vernice nera opaca. E’ forse uno degli arredi più apprezzati e celebrati nel mondo, con una seduta in pelle colorata, che può essere bianca, nera o pezzata (come da foto). Questa chaise longue ha letteralmente segnato un’epoca, è difficile non averla mai vista, ed è facile immaginarsi proprio la LC4 di Le Corbusier quando si parla di chaise longue.  Progetto del 1927. Anche se il progetto ha come designers  Jeanneret , Le Corbusier e Perriand. Ed e' quest'ultima a esser passata dal disegno al primo prototipo.Disegnata durante i lavori di Villa Church vicino a Parigi di proprietà di una coppia di americani. Ha avuto poco successo agli inizi..era troppo moderna per quei tempi in cui si usava il legno alla Thonet.Nel 1964 Cassina acquisisce la licenza di produrla da un azienda svizzera  ed e' da quel momento che diventa un capolavoro in bella vista nei salotti di classe di tutto il mondo.


A più di cinquant’anni di distanza dalla sua versione originale,  il modello Persol 714 rimane uno dei più classici occhiali da sole di tutti i tempi. Fin dalla sua nascita, la pioneristica montatura pieghevole era simbolo di design e stile senza tempo.  Tuttavia, questo modello è stato innegabilmente elevato a status leggendario dall'iconico "King of Cool", il compianto Steve McQueen.

Indossato da McQueen sia fuori dallo schermo che per il cinema,  in film come "The Getaway" e in particolare in "The Thomas Crown Affair", dove l’attore sfoggiava in modo indimenticabile un paio di Persol 714 con le lenti personalizzate in tinta blu.                             Da notare che un paio simile di occhiali, direttamente dalla collezione personale di McQueen, è stato venduto all'asta nel 2006 per circa 70000 dollari.

Per rendere omaggio alla storia dei 714 e all'uomo che ha consolidato la loro eredità, Persol ha rilasciato un’edizione limitata di questa montatura senza tempo, i Persol 714 Steve McQueen.


Kelly di Hermes... La maison francese nasce a Parigi come selleria e finimenti per cavalli, nel 1870.

Nel 1935 con l'arrivo delle autovetture, riducono in volume una borsa da sella per essere più comoda da trasportare.

Nel 1956 una principessa viene fotografata "si dice cercando di nascondere il pancino" con una borsa.... e BOOOM ! 

Grace Kelly appare sulla copertina di Life e quella borsa di cuoio diventerà la Kelly. Icona di femminilità spaziosa e sofisticata.

Una delle sue caratteristiche distintive è senza dubbio la chiusura metallica che prevede l’uso di una chiave, solitamente nascosta nell’ inserto in pelle attaccato al manico oppure attraverso la chiusura ermetica a lucchetto.

Oggi disponibile in molte versioni tutte limitate,ma occorre mettersi in lista d'attesa..una lunga attesa. Molto richieste anche quelle "vintage" non certo per risparmiare.

  Prezzi più o meno da 4000 a 50000 E  per una tempestata di diamanti.

Ma la classe non e' acqua e la principessa non si sarebbe mai fatta

vedere con un modello da "buzzurro milionario"


Un giubbotto che ha attraversato un secolo senza perdere fascino anzi . Pensato per i motociclisti, dall’americano Irving Schott che nel 1913 aprì, la Schott Bros. Il chiodo di pelle che brevettarono, prese il nome di “Perfecto", studiato con maniche molto lunghe per seguire la postura in moto,tasche con cerniera,che a quei tempi erano state da poco inventate, bottoni ferma colletto chiusura asimmetrica. Marlon Brando in

Il selvaggio” (1953), film cult sui biker, indossò proprio il chiodo in pelle nel suo ruolo di tenebroso teppista . James  Dean in  “Gioventù bruciata” (1955)    Nel 1960 fu sdoganato anche sulle passerelle ,  Yves saint laurent lo presento in una sua collezione
Nel 1978 “
Grease” ambientato negli anni 50, omaggiò gli anni ruggenti del rock’n’roll primo fra tutti Elvis, che lo indossò in diverse varianti , in seguito,Mick Jagger e Robert Plant, leader dei Led Zeppelin a torso nudo.
Il vero boom però avvenne con l’avvento dei
punk verso la fine degli anni ’70, quando i Sex Pistols e i Ramones ne fecero il loro baluardo grazie a Vivienne   Westwood e Malcom MacLaren. Diventò capo icona anche per Andy Wharol che ne sfoggiò davvero di particolari grazie all’aiuto di artisti. Gli anni ’80, con l’avvento del pop, attenuarono il potere aggressivo del chiodo, tanto che, grazie  all’opera di stilisti come Versace e Chanel, entrò a far parte dell’uniforme unisex di strada, insieme ai jeans Levi’s e le Dr.Martens.

 


ROLEX  DAYTONA Paul Newman, a ottobre quello originale  con referenza 6239"Paul Newman"appartenuto all'attore e' stato battuto all'asta per 18 million dollars. Sembra che sia il Santo Graal degli orologi, asta da 12 minuti acquirente anonimo..Rolex Cosmograph Daytona ,, l’orologio che ha di fatto dato il soprannome all’intera famiglia . Intorno al 1968-69, all’epoca in cui venne girato il film “Winning”, pellicola che contribuì a consolidare in Paul Newman la passione per le corse, sua moglie Joanne Woodward, anch’essa impegnata sul set, acquistò per il marito  il Daytona, realizzato nel 1968 e progettato appositamente per gli sport motoristici.

Probabilmente, Joanne lo acquistò  da Tiffany sulla Fifth Avenue di New York, come dimostra il numero d’inventario inciso a mano sulla parte posteriore dell’ansa. Sul fondello, Joanne fece incidere la dedica, “DRIVE CAREFULLY ME”, una scritta che riflette le paure che prendevano la moglie ogni volta che Paul scendeva in pista o si metteva al volante. Paure giustificate dal fatto che, tre anni prima, l’attore era rimasto gravemente ferito in un incidente in moto.

 


Arco è una lampada progettata dai designer italiani Pier Giacomo Castiglioni e Achille Castiglioni nel 1962 per l'azienda italiana, d'arredamento ed illuminazione, Flos. Si tratta di uno dei prodotti di disegno industriale più famosi e venduti e di un oggetto icona del design italiano; fa parte delle collezioni permanenti del Triennale Design Museum di Milano e del MoMA di New York. Si tratta di uno degli oggetti di disegno industriale e arredamento più imitati e spesso anche plagiati, il caso più famoso è quello che ha riguardato l'azione legale Flos-Semeraro, che ha portato addirittura a una modifica delle norme sui diritti d'autore. L'azienda produttrice è intervenuta molto per vie legali al fine di difendere i diritti d'autore di questa lampada, tuttavia ha potuto farlo solo nei casi di copia servile e di uso improprio della denominazione. Si tratta di una lampada a terra, a luce diretta, la cui base è costituita da un parallelepipedo di marmo bianco, di 65 kg circa, con spigoli e vertici smussati ,con un foro passante per infilarci un manico di scopa per il trasporto, dalla base si innalza una struttura in metallo, fissata al marmo tramite una guida scavata . Bellissima.


Quasi tutti gli sport che conosciamo sono atti da battaglia, il giavellotto e' la lancia ,la scherma e la lotta non c'è' bisogno di spiegarle.Mentre Il surf e' puro godimento non deve dimostrare niente.. Ma se riesci a metterti in piedi..sei in cima all Everest.

.« Once you're a surfer you're done. You're in. It's like the mob or something. You're not getting out » Kelly Slater  11 volte campione

del mondo di Surf . Una volta dentro non puoi più uscirne.

Sensazioni Adrenaliniche mai provate assuefaggono anche le menti più razionali,trasformando lo sfortunato in un adoratore pagano di tavola da surf.La diffusione del surf dalle Hawaii verso il resto del mondo venne dall'hawaiano Duke Kahanamoku il quale, futuro campione di nuoto, vincitore della medaglia d'oro alle Olimpiadi di Stoccolma e a quelle di Anversa del 1920, nel corso dei suoi viaggi agonistici portò il surf sulle coste statunitensi ed australiane


Il primo Walkman è in vendita in Giappone dal 1º luglio del 1979. Nel Regno Unito il prodotto è stato lanciato in un locale di Londra, il Regines, , nel mese di maggio del 1980. Walkman Sony aveva un prezzo lancio di 200 dollari. Divenne uno dei prodotti di più grande successo commerciale degli anni ottanta, divenendo a tutti gli effetti l'icona di una generazione. Al Walkman sono stati dedicati anche dei successi della musica pop (come "Wired for Sound" di Cliff Richard), mentre sul mercato si diffusero velocemente centinaia di cloni. A metà degli anni ottanta, la Sony produsse Walkman a prezzi bassissimi (togliendo tutto quello che non era necessario senza pregiudicare la qualità), come il WM-22, che avevano una buona qualità audio e segnarono una nuova icona del mondo giovanile: il Walkman. Infatti, all'epoca l'idea di potersi portare tutta la propria musica preferita in giro con sé era davvero all'avanguardia. Il vero e proprio lancio pubblicitario su scala mondiale del walkman si deve però indirettamente al film del 1980 Il tempo delle mele di Claude Pinoteau. Nella scena simbolo del film la protagonista Vic, interpretata da una giovanissima Sophie Marceau, indossa un paio di cuffiette e ascolta musica romantica nel frastuono di una festa assieme al suo ragazzo proprio da un walkman, determinando così il successo planetario di quella che sarebbe diventata una delle icone degli anni ottanta.


La Ball Chair è una creazione di Eero Aarnio, designer finlandese.  Creata nel 1963Partendo da una sfera, Aarnio riuscì nell’impresa di creare una poltrona assolutamente innovativa, anticonvenzionale e destinata a divenire un must del design degli Anni Sessanta e della cosiddetta Space Age. Considerando che plastica e vetroresina  a  quei tempi  erano nuovissimi."La stanza nella stanza” cosi il designer amava definire la Ball Chair, ovvero una specie di rifugio, un ambiente dall’atmosfera calma e ovattata, uno spazio privato in cui pensare, ascoltare musica, leggere o semplicemente rilassarsi.

 La Ball  chair rappresenta perfettamente il simbolo delle sue creazioni iconoclaste e visionarie.

Un capolavoro che interpretava  lo stile e lo spirito Pop che in quegli anni, complice il boom della plastica, stava esplodendo in ogni settore, dalla moda alla musica, dall’arredamento al costume. Si sentiva ancora l’eco delle prime avventure nello spazio, il satellite Sputnik ispirava gli oggetti di design e le atmosfere ispirate alla fantascienza dominavano nelle linee avanguardistiche di sedie, tavoli e lampade.

IL telefilm "il prigioniero" dove delle grosse "ball" venivano usate  per catturare i fuggitivi,la fece conoscere al pubblico. il capo dei cattivi nel suo ufficio riceveva i prigionieri accomodato in una ball chair.


In una sala prove allestita nel retro-magazzino di una pizzeria a Novato California. I Greatful dead e un gruppetto di tecno-amici si riunirono per discutere di questioni tecniche,musicali esplorative.. quindi qualcuno rollo una canna. I concerti da stadio come li conosciamo oggi nacquero quel giorno negli anni 60. Gli ampli e i diffusori avevano poca qualità. Per esempio Il famoso concerto di Woodstock aveva un acustica primitiva. E in quel magazzino un gruppetto di sballati tra canne e LSD stava rivoluzionando l’ingegneria del suono. Il frutto di quel giorno culmino’ qualche anno dopo con il piu grande impianto audio da concerto mai costruito. Il wall of Sound, un “muro di casse e ampli lungo 30 m. alto 10 e pesante 70 ton. Una cura del suono che mando quasi in bancarotta la band, il progetto Wall of Sound era un pozzo senza fine. Al suo apice, il Wall of Sound comprendeva quasi 600 speaker JBL (da 15, 12 e 5 pollici) e otre 50 tweeter ElectroVoice, amplificati da circa 50 McIntosh MC3500 e MC2300 a valvola, tra i più efficienti di allora. Il Wall ha spinto l'arte e la scienza dell'amplificazione live in un nuovo mondo. Questa è probabilmente la sua eredità.Il Wall raggiungeva volumi alti ma non è il sound system più potente mai costruito: l'impianto per il nightclubbing del boss della DFA Records e mente degli LCD Soundsystem James Murphy, Despacio, raggiunge i mostruosi 50.000 Watt, in solo  tre mt. per tre  ancora nulla se confrontati con il sound system della Large European Acoustic Facility in Olanda, che potrebbe uccidere chi lo ascolta. IL Wall toccando quasi i 28.800 Watt, era il più potente sound system costruito sino a quel momento. A volte i livelli sul palco raggiungevano i 127 decibel: lo stesso volume di un jet militare che prende il volo percepito ad una distanza di 15 metri. Ma pochi dei testimoni direbbero che ruggiva come un F16. Il Wall diffondeva un mix talmente chiaro da non sembrare per nulla rumoroso. Questo era il suo livello di fedeltà.


continue..